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Ti trovi qui:»»Rue Mademoiselle Connexion Faith Rue Rue Connexion Connexion Mademoiselle Chemisiers Faith Chemisiers Faith 4LRq53jA»Il copia incolla ha ucciso il Natale
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Photo by Nikita Kachanovsky on Unsplash
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Dio ci salvi dai messaggini di Natale. O Allah, Budda o chi preferisci. Basta che qualcuno ponga fine a questo tormento. Fermi tutti: non siamo i Grinch della situazione. Personalmente amo il Natale più di ogni altra festa. Ma se c'è una cosa che non sopporto e che mi fa trasformare proprio nell'esserino verde creato da Dr Seuss sono proprio i messaggi di auguri di Natale. Non tutti. Solo quelli frutto del più becero e triste copia incolla.

Tutto è nato con le Christmas Card che hanno ucciso la creatività di Natale.

Creando una generazione copia incolla di cui portiamo ancora oggi i segni evidenti sulla pelle. Megan Gale con le promozioni della Omnitel, ex Vodafone, ha cresciuto un esercito di persone che a Natale preferisce inoltrare messaggi pre-confezionati. Piuttosto che usare un po' di fantasia.

Ma che ne sanno i Duemila di quanta attesa c'era nell'attivazione di una promozione che ti permetteva di messaggiare da mattina a sera. Non che si avessero così tante cose da dire. Ma abituati ad accorciare all'inverosimile i messaggini per lesinare spazio, visto che costavano e pure parecchio, non pareva vero di avere tutta quella libertà di parlare. E di non dire alla fine nulla. Sì perché finivamo sempre tutti per scambiarci catene di Sant'Antonio inutili. Copiate e incollate. Toccava finirli tutti quei 100 messaggi al giorno. Che all'alba si rinnovavano. Come per magia.

E se per puro caso non avevi un telefonino capace di leggere insieme più messaggi alla volta, ci mettevi ore a capire che quell'ammasso di segni che ti avevano inviato era un albero di Natale. E pensare che per un attimo avevamo pensato a un messaggio degli alieni. L'arte ASCII non era così raffinata. Fraintendersi era facile.

Photo by Alexander Andrews on Unsplash

A Natale e Capodanno le linee erano intasate. Eravamo appesi a una linea che non c'era mai.

Sì, già all'epoca passavamo quei minuti con il naso incollato sul telefonino. Che non era uno smartphone. E i messaggi erano il nostro unico divertimento. Insieme a Snake. Vuoi perderti l'occasione di essere il primo a mandare il messaggino di auguri ad amici, parenti o perfetti sconosciuti? La velocità non consente creatività. E allora che problema c'è, incolliamo i messaggi preconfezionati. Che tanto fanno Natale lo stesso. Sì, ma che tristezza. Sono tutti uguali.

Natale sta arrivando di nuovo.

E c'è una cosa che temiamo più dei chili che metteremo su tra torrone, pandori e panettoni. Più ancora dei regali trash come il maglione fatto a mano, con poca cura estetica, dall'anziana zia che ci chiediamo ancora come faccia a tenere in mano ferro e lana. Ancora di più del pranzo infinito con parenti di cui ignoravamo l'esistenza stessa.Rue Mademoiselle Connexion Faith Rue Rue Connexion Connexion Mademoiselle Chemisiers Faith Chemisiers Faith 4LRq53jA

I messaggi copia incolla stanno tornando.

Non ci possiamo fare niente. Se non cancellare dalla rubrica e dai social chi ha preso questa cattiva abitudine natalizia.
I nostri nonni inviavano lettere di auguri, attendendo pazientemente che la risposta arrivasse. I nostri genitori inviavano cartoline di auguri scritte a mano e scelte con cura. Che oggi ammiriamo come pezzi da museo. Da bambini scappavamo quando mamma ci rincorreva con la cornetta in mano (quanto era lungo quel filo?) per passarci lo zio emigrato a cui per forza dovevamo fare gli auguri.

Photo by Les Anderson on Unsplash

Ricordi di un passato che non c'è più.

E non lo diciamo con nostalgia. Ma con cognizione di causa. Soprattutto a Natale veniamo inglobati in casi imbarazzanti di uso della tecnologia. Che se da un lato può avvicinarci, dall'altro ci allontana. Rendendo anche gli auguri spersonalizzati, freddi, dei veri e propri copia incolla.
Prima gli sms gratis della Christmas Card. Oggi i messaggi sempre gratis, 365 giorni l'anno, su Whatsapp. Ed ecco che l'incubo dei messaggi copia-incolla dura più del tempo di una promozione. Un incubo infinito ed eterno che sembra non avere mai fine.
Che ammettiamolo: anche se siamo tra quelli che mandano i messaggini copiati, senza magari rileggerli, siamo i primi a dire che sono brutti. Ma non perdiamo un secondo del nostro tempo per inventarci qualcosa di più carino. Andrebbe anche bene un Buon Natale. A cui rispondere con un sarcastico A te e famiglia.

Spersonalizzazione, figlia di una creatività che è stato uccisa dal copia-incolla.

La nostra vita tecnologica, se ci pensiamo, è tutta caratterizzata dai tasti Control+C e Control+V. Guardate Facebook. Siamo inondati da catene di Sant'Antonio, a volte pericolose, o da messaggi praticamente uguali, in cui cambia poco o niente, di orde di persone che pensano di fare gli originali. E poi sono omologati dietro schemi e cliché con i quali si rendono ridicoli. "A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio", diceva Oscar Wilde. Quante volte lo abbiamo pensato vedendo certi post sul social network più utilizzato. E più utilizzato male?
Mai frase fu più attuale. Anche se ai suoi tempi non c'era il copia-incolla. Eppure non ce la facciamo proprio. È più forte di noi. È come se le dita fossero possedute. Mentre il cervello atrofizzato cerca di reagire, di cambiare anche solo una parola per rendere più personale un augurio che dovrebbe arrivare dal cuore. Ma che invece finisce per arrivare da una riserva di frasi fatte che si possono comodamente trovare sul web. In elenchi ordinati e puntati. Pronti per essere inviati.

Photo by Nikita Kachanovsky on Unsplash

Abbiamo perso l'uso della parola, della creatività, della fantasia. Perché così pensiamo di essere più simpatici, spiritosi. Pensiamo di essere più originali. Con le parole di altri, con lo schema di qualcuno che ha deciso che dovevamo comunicare così, con rime che non ci appartengono e auguri che sembrano allevati in gabbia come galline.

Facciamoci un regalo a Natale.

Al prossimo messaggio copia-incolla che riceviamo, magari in una chat creata solo per fare più auguri possibili con un solo clic (come se le dita si potessero consumare a fare più invii), rispondiamo con un generico "Vaffa a te e famiglia". Se non altro saremo originali per un anno!

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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